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L’Inps estende la possibilità di accedere al riscatto della laurea agevolato. Ecco come funziona la conversione degli anni di studio in contributi con le ultime novità del 2020.

Il riscatto della laurea agevolato piace e si allarga la platea. Il primo governo Conte ha introdotto l’anno scorso la possibilità di riscattare gli anni di laurea a un costo annuo inferiore rispetto a quello che viene generalmente calcolato sulla base dello stipendio che si guadagna al momento della richiesta. Oggi l’Inps ha già ricevuto 44mila domande da parte dei laureati che vogliono approfittare di questa possibilità per incrementare il calcolo degli anni di contribuiti e maturare i requisiti per la pensione.

Chi può presentare domanda?

Rispetto a quanto previsto in origine, lo scorso gennaio l’Inps ha emanato una circolare con cui si toglie il vincolo dell’età. Nel 2020 quindi potranno fare richiesta di riscatto agevolato della laurea tutti i laureati italiani, stimati attorno ai 6 milioni e mezzo di persone, e non più soltanto chi ha meno di 45 anni come era in origine, a patto però di non aver versato contributi prima del 31 dicembre 1995.

Nel caso di lavoratori che si sono laureati prima del 1996, però, scatterà l’obbligo del calcolo con il sistema contributivo, e quindi ciò potrebbe andare far diminuire l’assegno pensionistico finale. L’accesso al riscatto agevolato della laurea è previsto per lavoratori autonomi o privati, dipendenti pubblici e iscritti alla gestione separata Inps.

Cos’è e quanto costa il riscatto agevolato?

Il riscatto agevolato degli anni di laurea (del tutto fino a 5 anni o in parte) serve sostanzialmente a far conteggiare gli anni di studio universitario, esclusi quelli fuori corso o quelli già coperti da contribuzione obbligatoria, ai fini del calcolo degli anni di contribuiti versati per la pensione.

Con il riscatto di laurea agevolato la cifra da versare per ogni anno di studio che si vuole riscattare è pari circa 5.200 euro, anziché essere calcolata attraverso la forma ordinaria di riscatto della laurea che prevede un costo per ogni anno di studi pari al 33% dello stipendio annuo lordo percepito al momento della richiesta. Si tratta in sostanza di un 30% di sconto sul riscatto normale.

In questo modo, per chi inoltra la domanda aumentano gli anni di anzianità pensionistica maturati, e quindi gli anni di contributi, ma la convenienza effettiva rispetto all’importo dell’assegno pensionistico resta da valutare caso per caso.

Come funziona?

L’ importo calcolato in base agli anni di studi che si vogliono riscattare verrà versato o in un’unica soluzione o in 60 rate mensili senza interessi sulla rateizzazione, con bollettini Mav. Infine, si potrà detrarre in dichiarazione dei redditi fino al 50% di quell’importo.

Fonte: Wired.it

 

 

 

 

 

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